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OPERA CLICK
ARENA di VERONA - CARMEN del 9 luglio 2009
con
Placido DOMINGO & Géraldine CHAUVET :
 
 

Georges Bizet

Verona- Arena: Carmen - Cast alternativo

9 - luglio - 2009
 
 
La recensione di OperaClick La recensione

 




 


........... quella che per noi è stata la vera rivelazione della serata, ovvero la Carmen di Géraldine Chauvet. La Chauvet, francese di Bayeux, sfrutta appieno il vantaggio che le deriva dall'essere madrelingua e le consente di arricchire il fraseggio di senso e colori, accenta con eleganza ed incisività. La sua Carmen è autenticamente sensuale nella voce prima ancora che nel gesto scenico, che comunque risulta sempre misurato e lontano da qualsivoglia eccesso verista; il timbro è piacevolmente brunito nei registri centrale e grave, mentre si schiarisce, senza perdere smalto, in quello acuto. Davvero molto bene.

 

Alessandro Cammarano

La locandina

Data dello spettacolo: 09/07/2009

   
Carmen

Geraldine Chauvet

   
Micaela

Irina Lungu

   
Mercedes

Anastasia Boldyreva

   
Frasquita

Gladys Rossi

   
Don José

Marco Berti

   
Escamillo

Angel Odena

   
Dancairo

Marco Camastra

   
Remendado

Gianluca Floris

   
Zuniga

Antonio De Gobbi

   
Morales

Gianfranco Montresor

   

-

   
Direttore

Placido Domingo

   
Regia e scene

Franco Zeffirelli


 
 
 

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CARMEN - ARENA di VERONA - 9 July 2009

 
BluArte :: Arte Cultura e Informazione - Art is life

              Carmen , l'Arena di Verona e Domingo

13/07/2009
di Antonella Iozzo
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 Placido Domingo,  una direzione che è cuore e pensiero (9-Luglio-2009)
 
Carmen, Arena di Verona 2009, su BluarteVerona - La bellezza visiva della musica in un quadro dalle pennellate calde, sensuali, languidamente vigorose, ritmicamente pulsionali e su uno dei palcoscenici piu suggestivi del mondo, l'Arena di Verona, esplode la Carmen di G. Bizet per la regia di Franco Zeffirelli, direttore Placido Domingo, coreografia di El Camborio ripresa da Lucia Real, orchestra, coro, corpo di ballo dell'Arena di Verona, fra gli interpreti Geraldine Chauvet nel ruolo di Carmen . . . .
Spettacolare allestimento scenografico costruito intorno all'opera in modo da coglierne il tempo, il gesto, l'atmosfera, il colore, e l'essenza della Carmen evapora dallo spartito per ricadere sui costumi, per scivolare sulle luci, per evocare il temperamento e l'anima della Spagna.
 
Géraldine Chauvet , superba e fragile, energica e vitale, sensuale e ombrosa, da corpo e voce a Carmen con una sostanziosa prestanza scenica, il suo timbro morbidamente rotondo affascina e cattura nei recitativi ....... passando da un caloroso registro basso a quello acuto sfuma tutte le profondità delle note per fraseggi ed articolazioni che sottolineano l'intensità dei sentimenti.
 
E se da una parte l'immensità della buca orchestrale e del palcoscenico rendono l'esecuzione difficile, dall'altra ci trasportano in una dimensione di naturale evasione, un sogno sottoforma di musica, danza, canto baciato dalla luna ........... ma l'abilità orchestrale ed il coro hanno reso musicalmente perfetti questi attimi di pura verità melodica diretti da Placido Domingo maestro preciso, energico, cordiale, ridefinisce ogni dettaglio, ogni sfumatura. Nel suo gesto il respiro della materia sonora vibra e fluisce nell'inafferrabile, una direzione che è
cuore e pensiero.
 
Bizet e la Carmen ....... un ultimo fulminante gesto di Domingo e la musica si ferma, l'emozione continua e continuerà fino al Galà del 24 luglio per festeggiare i suoi primi quarant'anni di Arena.

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L'ARENA  -  30 luglio 2009
E' Carmen, il ruolo che preferisco !

FESTIVAL ARENIANO - IL MEZZOSOPRANO FRANCESE SI CONGEDA STASERA DAL RUOLO DI PROTAGONISTA del QUALE HA FORNITO UNA BELLA INTERPRETAZIONE

Géraldine Chauvet  :di lei amo l'indipendenza e la fede in ciò che fa.
Cantare in Arena?
Affascinante!
 

 

Géraldine Chauvet nel ruolo di Carmen - FOTO BRENZONI

Il mezzosoprano francese Géraldine Chauvet è una Carmen vincente sul piano drammatico oltre che vocale: stasera (alle 21.15) in Arena ne vestirà, per l'ultima volta nella stagione, i panni. La giovane cantante, nativa della Normandia, della piccola e storica cittadina di Bayeux, conta su un numero di presenze nei teatri italiani piuttosto interessante.
"Ho scoperto tardi il canto, solo cinque anni fa", ci spiega. "Avevo cominciato con il ballo, poi ho optato per il flauto traverso e per gli studi musicologi. Ad un certo punto, mi sono accorta di avere anche una voce da sfruttare e ho fatto la mia scelta definitiva".
Ha iniziato subito da mezzosoprano?
No, dapprima ho fatto una piccola esperienza da soprano, ma avevo un timbro troppo contraltile per continuare. Cosa potevo fare allora? Gettarmi su ruoli adeguati come Adalgisa di Norma, Carmen, Charlotte del Werther.
Quanto l'ha tentata l'Arena?
Mi hanno proposto di esibirmi, non potevo rinunciare. E' stato molto emozionante partecipare a un allestimento di Franco Zeffirelli, avere la direzione di Domingo, e calcare un palcoscenico sul quale sono passati tutti i grandi e la tradizione dell'opera lirica italiana. Troppo affascinante.
Come è stata scelta dall'Arena?
Per un anno, la direzione artistica della Fondazione mi ha ascoltato nelle mie esibizioni in giro per l'Italia, dove canto spesso, nel circuito teatrale emiliano-romagnolo. Quindi sono stata convocata per un'audizione. In questo periodo, ho alternato il ruolo di Carmen con il personaggio di Donna Elvira nel "Don Giovanni" presente al Festival svizzero di Avenches.
Le piace Carmen?
E' un personaggio straordinario, lo preferisco a tutti gli altri. Cio che mi sorprende in lei è la libertà, l'indipendenza, ma soprattutto la fede in quello che fa. Apprezzo la decisione con cui accetta la vita in toto e come va fino in fondo al suo destino vincendo tutte le paure.
Come artista ne ha dato un bell'esempio in Arena...
E' un ruolo arricchito da un apporto così raro nell'universo del melodramma che non si puo non sentirselo addosso. Si offre all'immaginario degli ascoltatori, aperta a suggestioni e letture tanto disparate, quanto affascinanti. Capisco perfettamente che, prima o poi, le si dovessero schiudere le porte misteriose del mito.
Chi le ha fatto scoprire Carmen?
Ho lavorato in Austria con il grande mezzosoprano americano Grace Bumbry (è stata spesso Carmen anche in Arena di Verona , ndr), che mi ha dato molte indicazioni preziose !
Lei canta molto in Italia. Pensa di ritornarci presto?
Certo.In autunno sarò all'Opera Giocosa di Savona per Il Barbiere di Siviglia e nel circuito dei Teatri Lombardi per Norma . In Arena? Chissà ....
 

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DON GIOVANNI  
ARENA di AVENCHES (6 July 2009)

Basel

Kultur

Ein Verfuhrer geht unter - DON GIOVANNI 
LES ARENES D' AVENCHES

Volle Roenge, blauer Himmel: Die Premiere von Mozarts "Don Giovanni" am Opernfestival Avenches blieb vom Gewitter verschont. Trotz solider Songerleistung hinterl�sst die Inszenierung aber einen zwiesp�ltigen Eindruck.

 Liebe, Tod und Rache auf Mozarts Gesicht: Am Opernfestival in Avenches ist zurzeit

Liebe, Tod und Rache auf Mozarts Gesicht: Am Opernfestival in Avenches ist zurzeit eine der popul�rsten Opern uberhaupt zu sehen � �Don Giovanni�. (Bild: Keystone)

Vorstellungen

Weitere Vorstellungen bis 17. Juli, Avenches.

Klare Sprache

Giancarlo Del Monaco entschied sich fur eine klare Sprache: Zum einen bringt er den W�stling und Verfuhrer Don Giovanni mit Mozart selbst in Verbindung � keine besonders neue Idee. Zum andern betont er das Korperliche, Sexuelle. Auf dem Fest, das Don Giovanni fur das Brautpaar Zerlina und Masetto veranstaltet, um Zerlina zu verfuhren, wird nicht getanzt, sondern kopuliert. Wahrend der ganzen Auffuhrung greift regelmassig irgendjemand irgendwem zwischen die Beine. Als Leporello, Don Giovannis Diener, die Liebschaften seines Herrn aufzahlt, zieht er Unmengen an Dessous aus dem Koffer. Das ist zwar ganz am�sant anzuschauen, mit dem sexuellen Element betont Del Monaco aber lediglich das, was an der Oberfl�che ohnehin omnipraesent ist.

Abgesehen von Koffer und Unterwische kommen kaum Requisiten zum Einsatz. Das �ppige Mahl am Ende wird durch zwei Teller angedeutet, samtliche Schauplatzwechsel finden nur im Libretto statt. Auch die Kostume (Del Monaco) sind zeitlos und lenken nicht vom imposanten B�hnenboden ab.

Anspruchsvolle Buhne

So verlangt Giancarlo Del Monaco viel von seinen Saengern. Sie agieren auf einer Buhne mit starker Schr�glage, mussen ohne Hilfsmittel, allein mit Stimme und Gestik, pr�sent sein. Bis auf eine Lichtshow am Ende fullt auch die Beleuchtung schlicht aus. Diese Sparsamkeit der Mittel ist mutig fur eine Open-Air-Inszenierung. Gerade unter freiem Himmel wird sonst an �ppigkeit kaum gespart.

Nicola Ulivieri (Don Giovanni) hat mit der leeren Buhne am wenigsten Probleme. Mit seinem farbenreichen Bass und seiner Buhnenpraesenz verschafft er dem Publikum einige starke Momente.
Andrea Concetti als Leporello wirkt sicher, auch wenn die Figur des listigen Dieners konturlos bleibt. G�raldine Chauvet �berzeugt als ausdrucksstarke Elvira , Juan Jos� Lopera (Don Ottavio)

Das Orchester agiert zu Beginn unter der Leitung von Gianluca Martinenghi zur�ckhaltend, das Timing mit den S�ngern l�sst zu w�nschen �brig. Vor allem im zweiten Akt steigern sich die Musiker aber, spielen engagiert und sehr pr�zise. Das grosse Finale � Don Giovanni kommt wegen seines �bermuts in die H�lle � inszeniert Del Monaco mit einer opulenten Lichtshow. Trotzdem bleibt am Ende ein flaues Gef�hl und ein durchzogenes Fazit. Die subtile musikalische Figurenzeichnung h�tte mehr hergegeben als Kopulieren auf Mozarts Gesicht. (Berner Zeitung)

Erstellt: 06.07.2009, 07:40 Uhr

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RES MUSICA
Quotidien de la
MUSIQUE CLASSIQUE


Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) : Don Giovanni, dramma giocoso en deux actes sur un livret de Lorenzo Da Ponte. Mise en scene, decors et costumes : Giancarlo Del Monaco. Lumieres : Wolfgang von Zoubeck. Avec : Nicola Ulivieri, Don Giovanni ; Erika Grimaldi, Donna Anna ; Juan Josè Lopera, Don Ottavio ; Francesco Ellero D'Artegna, Il Commendatore ; Géraldine Chauvet, Donna Elvira ; Andrea Concetti, Leporello ; Francesco Verna, Masetto ; Brigitte Hool, Zerlina. Riccardo Marsano, piano continuo. Choeur et Orchestre du Festival (chef de ch�ur : Pascal Meyer),
Direction musicale : Gianluca Martinenghi.


........... Autre belle prestation, celle de la soprano Francaise G�raldine Chauvet (Donna Elvira) qui, à cinquante mètres de la scène, chante sa peine (" Ah taci, ingiusto core ") dans un émouvant trio avec Leporello et Don Giovanni. Malgre la puissance de sa voix, son art du phrase genere de magnifiques nuances vocales .......   

Si en definitive, ce Don Giovanni avenchois sa av�re d'une excellente facture, il le doit aussi à l'excellence de la direction musicale de Gianluca Martinenghi. Si l'ouverture est apparue un peu �poussive�, laissant craindre que l�Orchestre du Festival ne serait pas � la hauteur de la tàche, la reprise en main de l'ensemble a vite prit corps et chacun des protagonistes, de la fosse au plateau, se sont retrouves dans la potentialisation de cette production, probablement la meilleure que la sc�ne des Arenes d'Avenches a offert � son public depuis le Nabucco magique de 2005.

Credit photographique : Nicola Ulivieri (Don Giovanni)

par Jacques Schmitt (06/07/2009)